FAQ Vorrei Ordinare

Tutte le risposte su sala, asporto e delivery

Se stai ancora tenendo insieme telefoni, WhatsApp, app esterne e fogli volanti, qui trovi le risposte che ti servono per fare il passo e usare un motore solo.

Sala, asporto, delivery, rider e cucina sullo stesso binario

Domande vere da ristoratori veri: tempi, costi, staff, delivery, serate di fuoco. Risposte senza giri di parole.

Perché Vorrei Ordinare
Perché oggi ti stai “cavando” la serata a colpi di emergenze: telefonate, WhatsApp sparsi, urla tra sala e cucina, rider che non sanno cosa prendere e clienti in attesa.

Vorrei Ordinare non è un gestionale da ufficio: è il motore operativo che, nelle ore di fuoco, ti tiene insieme sala, asporto e delivery in un’unica bacheca. Meno casino, meno errori, più ordini che escono nel posto giusto al momento giusto.
Vorrei Menu è il tuo menù digitale: QR, lingue, foto, piatti, posizione servizio. Gestisce i tavoli, gli ombrelloni, le camere.

Vorrei Ordinare prende gli ordini che arrivano da Vorrei Menu (e da altri canali) e li mette in fila per reparti, cucina, rider, asporto, ritiro al banco. Non disegna la sala: organizza il flusso operativo di tutto il locale.
È pensato solo per le serate piene. Quando c’è calma puoi fare tutto anche con carta e penna. Il valore di Vorrei Ordinare si vede quando esplodono asporto e delivery, sala è piena e i rider girano: invece di servire a caso, hai un cruscotto che ti dice cosa preparare prima, cosa consegnare, chi sta aspettando da troppo.
Ordini & flussi
Da dove ti serve: web, menù digitale Vorrei Menu, eventuale call center interno, canali partner.
Per chi lavora in cucina o coordina la serata non cambia nulla: gli ordini arrivano tutti dentro la stessa bacheca, con chiaro il canale da cui arrivano (asporto, delivery, ritiro banco, spiaggia, camera…).
Sono ordini strutturati: righe, quantità, reparti, note, canale, orario. Niente “mandami due margherite come ieri” su WhatsApp. Ogni ordine è leggibile da chiunque stia lavorando, anche se entra in servizio da metà turno.
Ogni piatto è collegato al suo reparto di produzione (cucina, forno, bar). Quando arriva un ordine, Vorrei Ordinare lo spezza automaticamente: la pizza va in forno, la birra al bar, l’antipasto in cucina. Tu non devi riscrivere niente: premi e mandi in produzione.
Cucina, slot & Lucy
Lucy è il motore interno che decide quanti ordini puoi prendere per fascia oraria, in base alla capacità reale della tua cucina.

Tu le dici quanti impasti, quante pizze o quanti piatti riesci a preparare ogni quarto d’ora. Quando il carico è pieno, Lucy chiude la fascia e propone al cliente un altro orario sensato. Risultato: niente promesse impossibili e meno clienti arrabbiati perché “me l’avevi promessa alle 20:15”.
Puoi avere profili diversi per giorni normali, weekend e festivi. Il sabato sera Lucy usa il profilo “pesante”: meno ordini per fascia, più margine per respirare.

Quando la fascia 20:00–20:15 è piena, non ti fa più vendere “allo stesso orario” e sposta l’ordine in una fascia successiva realistica. Così non ti trovi 40 pizze da sfornare tutte “per le otto”.
Quando gli slot sono saturi, il sistema blocca le fasce piene e propone al cliente solo orari che la cucina può reggere. Se sei proprio al limite, puoi chiudere momentaneamente il delivery e tenere solo asporto e sala. Il passaggio è chiaro per tutti: niente ordini che entrano lo stesso “da qualche parte”.
Delivery & rider
Hai un’anagrafica rider con turni, zone e disponibilità. Ogni ordine delivery viene assegnato a un rider con logica chiara: chi prende cosa, in che zona e con che orario stimato di consegna.

Il rider vede la sua lista, non un gruppo WhatsApp caotico.
Se non ci sono rider in turno, Vorrei Ordinare non ti fa vendere aria: blocca il delivery e propone solo asporto.
Meglio perdere qualche consegna che bruciare la reputazione del locale con ritardi ingestibili.
Sì, lo stato dell’ordine è chiaro nel pannello interno (in preparazione, pronto, in consegna, consegnato). Da lì puoi decidere se e come comunicarlo al cliente (messaggi, chiamata, ecc.). L’importante è che lo staff sappia sempre in che fase è ogni ordine.
Soldi, commissioni & piattaforme
Hai un modello a commissione sul venduto (6%): se lavori, paghi; se non lavori, non paghi. Non ci sono canoni nascosti da 250€/mese da sommare.

Significa che puoi provarlo in una sede, vedere come va nelle serate di picco e poi decidere come scalare, senza legarti con costi fissi pesanti.
Dipende da quanto vuoi tenerti in mano il rapporto con il cliente.

Le piattaforme esterne ti portano volume, ma spesso portano anche clienti poco fedeli e commissioni pesanti. Con Vorrei Ordinare costruisci il tuo canale di asporto e delivery, con i tuoi prezzi, le tue regole, i tuoi dati. Puoi usarlo da solo o in parallelo, ma smetti di essere dipendente al 100% da un’unica app.
Gli ordini seguono un flusso chiaro: ordine → produzione → consegna → incasso. Sai cosa è stato consegnato, cosa è stato annullato, cosa è stato rimborsato. Non hai più conti fatti a fine serata “a sensazione” perché qualche ordine è passato dal telefono, qualcuno da WhatsApp e qualcuno dall’app X.
Staff & cambiamento
Non stai mettendo un gestionale da ufficio con mille schermate. Per chi lavora è una lista di ordini chiara, con pochi pulsanti: manda in produzione, assegna rider, segna consegnato.

La formazione reale si fa in una serata di test: li affianchi, fai 10–15 ordini insieme e da lì in poi vanno da soli.
No. La gestione dettagliata dei tavoli (layout sala, cambi posto, conto diviso, ecc.) è il lavoro di Vorrei Menu o di un gestionale di sala dedicato.

Vorrei Ordinare riceve gli ordini già legati al tavolo/postazione e li mette in fila con asporto e delivery. È il motore della produzione, non il CAD della sala.
In genere si parte per gradi:
  • Fase 1: attivi asporto e ritiro banco.
  • Fase 2: colleghi il delivery con slot e rider.
  • Fase 3: porti dentro anche gli ordini che arrivano da Vorrei Menu / tavoli.

Non devi cambiare tutto in un giorno: l’importante è che la serata inizi a passare da un unico flusso.
Tecnica & integrazioni
Per usare Vorrei Ordinare no: ti serve solo un browser e, dove necessario, le stampanti configurate.
Se vuoi collegarlo a gestionali esterni, casse particolari o flussi avanzati, lì entra in gioco il tuo tecnico con le API & webhook (beta). Noi non sviluppiamo personalizzazioni su tutti i gestionali del mondo: diamo gli agganci, i connettori se li costruisce chi ti segue.
Sì, ma tramite integrazioni pensate su misura. Vorrei Ordinare espone API sugli ordini e variazioni di stato; se il tuo gestionale è aperto alle integrazioni, il tuo fornitore tecnico può creare un ponte tra i due. Non promettiamo un “connettore magico” per ogni software in circolazione.
Lavoriamo con logica europea: dati strettamente necessari all’operatività, niente numeri di carte salvati nel sistema, log chiari per capire chi ha cambiato cosa.
Policy privacy e testi legali però li scrivi tu con il tuo consulente: noi forniamo lo strumento, non sostituiamo la figura legale.
Attivazione & disdetta
Si parte sempre da una serata reale.
Prepariamo insieme canali (asporto, delivery, ritiro banco), slot di cucina e rider. Fissiamo una data di prova, magari un venerdì controllato.

Da lì vedi subito se ti senti più leggero o più imballato. Se ti senti più leggero, continui; altrimenti torni allo schema vecchio e non ti devi niente.
Sì. Con il modello a commissione 6% non hai vincoli lunghi di canone fisso. Se non ti serve più, chiudi e fine.
L’obiettivo non è “tenerti incastrato”, ma farti dire: «Come facevo prima senza?» nelle serate in cui il locale scoppia.
Sì, è la parte più importante. Mi racconti come lavori oggi (numeri, giorni forti, pizza, cucina, delivery, zone), e disegniamo un flusso cucito su di te, non il solito schema standard copiato da un franchising.
L’obiettivo è semplice: più ordini che arrivano e meno caos per servirli.

Vuoi capire se regge davvero il tuo sabato sera?

Mandami su WhatsApp come gestisci oggi asporto, delivery e sala: ti dico senza giri di parole se Vorrei Ordinare ti serve davvero.